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18 apr 2009

The Pirate Bay, la prima sentenza: colpevoli.


Se Parole come peer to peer e torrent non giungono nuove ai vostri timpani, sicuramente conoscerete il sito piu famoso al mondo per la codivisione file via Torrent: The Pirate Bay .

Questo colosso della "Pirateria" conta piu di 3 milioni di iscritti, senza contare gli svariati milioni che accedono senza avere un account , i contenuti del sito sono disponibili infatti anche per utenti non registrati. In Italia si sono toccati picchi di circa 25.000.000 (milioni) di visite.Un fenomeno sociale.

Come prevedibile, la prima sentenza è a loro sfavore, la condanna per i gestori è di un anno di reclusione più una multa che ammonta a circa 3.000.000 (milioni) $, considerando che la richiesta iniziale era di 10 (milioni) direi che se la sono cavata egregiamente.

Contrariamente a quanto si possa pensare, (ndr non so voi ma a me una multa di "soli" 100.000 euro toglierebbe il sorriso per un bel po') la risposta dei gestori è stata tutt'altro che disperata ma anzi, goliardica e canzonatoria Traducendo dal loro sito :

But as in all good movies, the heroes lose in the beginning but have an epic victory in the end anyhow. That's the only thing hollywood ever taught us.

Ma come in tutti i bei film, gli eroi perdono inizialmente per poi concludere con una vittoria epica.Questa è l'unica cosa he ci ha insegnato hollywood.

Questi Ragazzi si sentono "eroi", una sorta di Robin Hood moderno che ruba alle lobby discografiche per dare a chi non puo permetterselo ( ndr o ai piu tirchi -.-) musica, spettacolo e quant'altro.
Personalmente non mi sento di giudicare chi "scarica" dalla rete, è vero che si uccide l'arte, ma e anche vero che i tempi sono cambiati soprattutto le tecnologie. La diffusione di contenuti audiovideo sulla rete ora è piu facile che mai e pensare di fermare un fenomeno del genere è da folli. Misure repressive del fenomeno sono inutili, è un po' come tentare di arginare un oceano, per ogni Pirate bay che chiude ne apriranno altri 10, e tutto rimarra invariato, con l'unica differenza che un povero cristo ( il gestore ) che veramente non voleva fare male a nessuno, va in carcere, quando siamo testimoni tutti i giorni di reati ben più gravi che restano impuniti.

Tutto questo non mi sembra esattamente "giusto": le leggi si dovrebbero adattare al popolo non il contrario. Sto proprio divagando.. rimanderò la ricerca della democrazia a un post più ispirato.

Post Scriptum.
Dedico questa canzone alla chiusura del post che oggi non si è sentita molto bene.

17 apr 2009

Legge D'Alia, L'Italia come la Cina: censura per internet.

Rispondete sinceramente, quanti di voi guardano ancora la telEvisione?

Personalmente non la guardo più, qualche film, un reality ogni tanto ma giusto all'ora di cena avendo la Tv in sala sono quasi obbligato .

Quella che prima era la fonte di svago nella maggior parte delle case italiane è stata sostituita dal Pc.

Il processo è stato lento e inesorabile, gli unici che sembrano esserne all'oscuro sono proprio gli addetti ai palinsensti, i quali invece di rinnovare la proposta audiovisiva per fronteggiare la divulgazione di internet, ci rifilano continuamente programmi inguardabili pieni di urlatori ignoranti che riempiono il vuoto abissale della loro cultura con schiamazzi e risse.

Diciamoci la verità, è molto meglio girovagare per internet o folgorarsi qualche neurone per mezzo di un intrettenimento videoludico che sentire le solite boiate che ci rifilano in tv.La pressione politica sull'informazione è talmente forte che i TG si sono ridotti a parlare dei loro ascolti.

L'impoverimento dei contenuti TV, la progressiva perdita di credibilità degli addetti ai lavori e la diffusione della cultura "internautica" ha fatto si che l'attenzione mediatica si spostasse su internet. Sempre più persone abbandonano la vecchia scatoletta urlante per sedersi comodi davanti la loro tastiera e scegliere finalmente come e cosa approfondire.

L'informazione alternativa fino ad oggi non aveva spaventato i politicanti, non per chissà quale stratagemma stessero architettando, ma semplicemente per la loro ignoranza.

Apparte Cossiga dubito che un parlamentare medio sappia accendere il pc. Ma ancora una volta la loro beneamata tv gli è venuta incontro.
L'esplosione del fenomeno Facebook ( che ancora sta ringraziando i media italiani per l'infinita publicità gratuita che gli fanno ) gli ha finalmente fatto intuire le potenzialita del mezzo.

Immagino la scena : Un gruppo di signori in doppiopetto che si guardano in faccia sbigottiti quando capiscono che non ci sono servi o favori che tengano, telefonate da fare, editti VERGOGNOSI da emettere, nulla . La rete è di tutti e di nessuno è Libera.

E' qui che entra in gioco il nostro amico, un vero e proprio genio del male il Senatore D'Alia.
Secondo la sua legge lo STATO ( ndr non la magistratura) avrebbe il potere di oscurare interi siti nel momento in cui si rifiutino di cancellare contenuti che inneggiano a comportamenti illegali, la cosidetta apologia di reato.

Se leggete l'intervista riportata qui sotto, noterete come fra le varie e interessantissime argomentazioni del D'Alia compaia Facebook.
"Lo stato" secondo il senatore" deve essere in grado di impedire a Facebook di aprire gruppi inneggianti alla mafia o simili". Sono commosso da cotanta coscienza sociale e quasi vengo sovraffatto dalla gioia quando leggo che anche i commenti sono compresi in suddetta censura.

Un sito come Youtube sul quale arriveranno decine di migliaia di commenti al giorno, chiude perchè un utente inneggia alle brigate rosse e loro, con tutto il lavoro di manutenzione che dovranno fare, non hanno trovato il tempo di spulciare un infinità di commenti.

Un intera sezione del sito chiude, immaginate le ripercussioni sui dipendeti. Sicuramente qualcuno finirà in mezzo a una strada, tanto il lavoro in questo periodo te lo tirano appresso, per usare un espressione delle mie parti.

Vi lascio ora all'intevista di modo che possiate condividere questo gaudio con me.



4 mar 2009

Facebook-Truffa.


Dopo molto anche io ho ceduto al tam tam mediatico del famoso facebook ( o faccialibro ) devo dire più per curiosità che per un effettivo interesse nei servigi millantati da amici, il fatto che poi non sia possibili accedere al sito a meno che non si possieda un account è un abile mossa di marketing che ha tirato dentro tanti polli come me .

Devo dire che mi sono subito pentito di essere entrato, non ho capito perche tanta gente sia impazzita per questo sito , non offre nulla di particolare tanti servizi che si possono trovare tranquillamente sul web messaggistica istantanea , giochini in flash , forum e quat'altro forse il fatto di averli uniti tutti insieme è stata un idea vincente, la pigrizia di andarsi a cercare le informazioni e un grosso male della nostra società e il successo dic erte aplicazioni penso ne siano una diretta conseguenza.

Se da un lato offre pochissimi vantaggi , gli svantaggi sono immensamente più grandi anche se non immediatamente visibili:

Il primo lo riscontrarete quando per caso vorrete cancellare il vostro account, sappiate che non è possibile al massimo potrete solo "disattivarlo" cio vuol dire che le vostre informazioni restano nel loro archivio .

Il secondo lo riscontrerete se un giorno nella vostra vita vi venisse in mente di leggere i termini d'uso che avete accettato per creare l'account. Tralasciando il fatto che la traduzione in italiano dei termini d'uso non ha valore legale, in quanto frutto di una traduzione automatizzata e quindi piena di errori, una parte del testo recita cosi :
You hereby grant Facebook an irrevocable, perpetual, non-exclusive, transferable, fully paid, worldwide license (with the right to sublicense) to (a) use, copy, publish, stream, store, retain, publicly perform or display, transmit, scan, reformat, modify, edit, frame, translate, excerpt, adapt, create derivative works and distribute (through multiple tiers), any User Content you (i) Post on or in connection with the Facebook Service or the promotion thereof subject only to your privacy settings or (ii) enable a user to Post, including by offering a Share Link on your website and (b) to use your name, likeness and image for any purpose, including commercial or advertising, each of (a) and (b) on or in connection with the Facebook Service or the promotion thereof. You represent and warrant that you have all rights and permissions to grant the foregoing licenses.
Per chi non fosse pratico con l'inglese in sostanza postare del materiale su facebook autorizza facebook stesso a farci quello che gli pare e piace , usarlo per spot , modificarlo , rivenderlo a terzi, usarlo per indagini di marcketing tradurlo clonarlo storpiarlo anche pulircisi il culo se la cosa li aggrada.
Domani potrete vedere per esempio la foto della vostra ragazza in costume utilizzata su un cartellone per la pubblicita di una crema per il corpo e cosi via.

Ma la cosa piu aberrante è un altra piccola clausola , nella medesima lo staff di facebook si riserva di cambiare le condizioni dei termini d'uso quando gli pare e piace, come se firmaste un contratto ancora da scrivere insomma , una follia.
We reserve the right, at our sole discretion, to change, modify, add, or delete portions of these Terms of Use at any time without further notice. If we do this, we will post the changes to these Terms of Use on this page and will indicate at the top of this page the date these terms were last revised.
Ma del resto l'ignoranza fa miracoli , sono riusciti a vendere milioni di esemplari di un telefono senza bluethoot , che non fa video ne MMS e che costa 500 € ( iPhone) di che mi meraviglio ancora non so ..